Lisbona, Portogallo (2023)

Data: 1 – 6 agosto 2023

Pontefice: Francesco

Tema: «Maria si alzò e andò in fretta» (Lc 1, 39)

Inno: “Há Pressa no Ar” (C’è fretta nell’aria)

 

 

 

“Dio ci ama come siamo. Tutti, tutti, tutti!”.  Così, Papa Francesco ha aperto la Gmg di Lisbona, alla presenza di oltre 500mila giovani che sono diventati quasi 1 milione e mezzo nei giorni successivi. “Voi non siete qui per caso. Il Signore vi ha chiamati, non solo in questi giorni, ma dall’inizio dei vostri giorni. Sì, Lui vi ha chiamati per nome.” Rivolgendosi ai ragazzi, Francesco li ha invitati a pensare “a questa cosa tanto bella: che Dio ci ama, Dio ci ama come siamo, non come vorremmo essere o come la società vorrebbe che fossimo: come siamo. Ci ama con i difetti che abbiamo, con le limitazioni che abbiamo e con la voglia che abbiamo di andare avanti nella vita. Dio ci chiama così: abbiate fiducia perché Dio è padre, ed è un padre che ci ama, un padre che ci vuole bene”.

Nel corso della messa conclusiva, invece, il Santo Padre ha posto ai giovani presenti al Parco Tejo la domanda: “cosa portiamo con noi ritornando alla vita quotidiana? Vorrei rispondere a questo interrogativo con tre verbi, seguendo il Vangelo che abbiamo ascoltato. Che cosa portiamo? Brillare, ascoltare, non temere”.

La novità di questa Gmg 2023 è stata nell’atteso annuncio della seguente Giornata Mondiale che sarà solo nel 2027, a Seoul in Corea del Sud. Nel 2025, invece, tutti sono stati invitati a partecipare al Giubileo dei giovani a Roma.

Tutti gli interventi del Santo Padrehttps://www.vatican.va/content/francesco/it/travels/2023/outside/documents/portogallo-gmg-2023.html 

GIOVANI IN PRIMA LINEA PER L’ECOLOGIA INTEGRALE

STILI DI VITA PER UNA NUOVA UMANITÀ

Alla vigilia della GMG Lisbona 2023, il 31 luglio presso l’Università Cattolica del Portogallo – Universidade Católica Portuguesa, si svolgerà il Convegnointernazionale sullacuradelcreato.

Molte cose devono riorientare la propria rotta, ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di ri-generazione” (Laudato si’, 202).

“I giovani custodi del creato. Il futuro a misura d’uomo che vogliamo” (Rio de Janeiro 2013); “Per un’ecologia integrale. I giovani protagonisti del cambiamento” (Cracovia, 2016); “Giovani per la Casa comune. Conversione ecologica in azione” (Panama, 2019): è questo il percorso che ha portato la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù a organizzare, in occasione della XXXVIII Giornata Mondiale della Gioventù (Lisbona, agosto 2023), il quarto Convegno internazionale sulla cura del Creato sul tema “L’impegno dei giovani per l’ecologia integrale. Stili di vita per una nuova umanità”, che si terrà proprio a Lisbona, presso la Universidade Católica Portuguesa, il 31 luglio prossimo.

Nel corso della preparazione spirituale alla GMG 2023 molti giovani hanno, infatti, sottolineato che per loro l’ecologia integrale è uno dei temi fari del pontificato attuale, per il quale vogliono impegnarsi in prima persona.

Il convegno è organizzato in una modalità di incontro tra i giovani che vi parteciperanno e gli esperti che offriranno le loro riflessioni su 5 ambiti della vita umana: economia – educazione e vita familiare – risorse naturali – politica – tecnologia.

La novità di questo incontro è che alcuni suoi spazi saranno “abitati” da esperienze virtuali, mediante l’utilizzo della tecnologia immersiva del metaverso potendo così rendere più inclusiva ed accessibile la partecipazione all’incontro.

Il percorso seguito in questi anni dalla Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù è in sintonia con il Pontificato di Papa Francesco e procede dalla preoccupazione per quanto avviene alla nostra casa comune, alla presa di coscienza delle radici umane della crisi ecologica fino all’ impegno per un’azione concreta e permanente per la salvaguardia del Creato.

“L’obiettivo dello scambio di idee – dichiara il presidente della Fondazione, Avv. Daniele Bruno – è quello di articolare insieme una riflessione sugli stili di vita già adottati ma, soprattutto, su stili nuovi ancora da adottare per affrontare preparati la sfida culturale, spirituale e educativa che aspetta le nuove e le future generazioni, per una nuova umanità che guardi alla Terra non come a una risorsa da sfruttare, ma come a un dono di Dio all’umanità”.

I partecipanti saranno giovani universitari delegati di Conferenze episcopali, di Movimenti e associazioni internazionali, di Università cattoliche, che saranno già a Lisbona per partecipare alla GMG.

Infine, come nelle precedenti edizioni, i lavori del convegno si concluderanno con un documento, un Manifesto finale frutto della discussione e base per ulteriori azioni e riflessioni.

Collaborano all’organizzazione del convegno: Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, di cui la Fondazione costituisce ente strumentale; Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale; Fondazione GMG Lisbona 2023; Universidade Católica Portuguesa, che ospita l’evento; Università Cattolica del Sacro Cuore e la sua Alta Scuola per l’Ambiente; Movimento internazionale Laudato Si’;  Fondazione Principe Alberto II di Monaco e la Fondazione Magis; con il patrocinio delle Ambasciate del Portogallo e del Principato di Monaco presso la Santa Sede.

La piattaforma tecnologica immersiva è messa a disposizione dalla start up innovativa Metamouth.

Qui il programma completo
Qui le note tecniche
Qui il modulo per registrarsi e partecipare all’evento

GMG 2019: conversione ecologica in azione

Manifesto dei Giovani della GMG 2019 per la cura della casa comune – Panama

III Congresso internazionale sulla salvaguardia del Creato

19 gennaio 2019, Città di Panama

Noi, giovani cattolici della Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, intendiamo elevare i nostri cuori e le nostre menti in lode, gioia e gratitudine a Dio per il bellissimo dono della nostra amata “sorella Madre Terra”, secondo la felice espressione usata da San Francesco. Come Papa Francesco ci ha ricordato, allo stesso tempo siamo dolorosamente consapevoli che c’è “un grande deterioramento della nostra casa comune” (Laudato Si’, 61).

Convinti che “possiamo cooperare come strumenti di Dio per la cura della creazione” (LS 14), chiediamo a tutti, e a noi stessi per primi, un’azione urgente per proteggere il nostro
pianeta e le persone più povere e vulnerabili.

1. L’ingiustizia verso i poveri di oggi e le generazioni future.

Il nostro futuro e il futuro di chi verrà dopo di noi sono in grave pericolo. L’umanità da tempo ha intrapreso un percorso irresponsabile di distruzione ambientale che rende già precario il presente e pregiudica il futuro. In primo luogo, a causa della crisi climatica stiamo già assistendo ad impatti devastanti in tutti i continenti, con l’aumento della temperatura media di 1°C. Il pianeta rischia poi di superare la soglia catastrofica di 1,5°C di riscaldamento globale, se l’accordo di Parigi non verrà attuato da tutti e in modo tempestivo. In secondo luogo, la crisi della biodiversità ci ha già condotti nel mezzo della sesta estinzione di massa, con specie animali e vegetali che scompaiono in modo irreversibile. A tale proposito, ci ricordano i vescovi latino-americani1 e il documento preparatorio del Sinodo sull’Amazzonia2 che le popolazioni indigene hanno un ruolo decisivo nel proteggere le proprie terre ancestrali dalle attività di sfruttamento indiscriminato. Inoltre, altre crisi correlate non meno importanti,
come la crisi idrica, rendono ancora più allarmante lo stato della nostra casa comune.

Nella Laudato Si’ si sottolinea che “le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizia.”(LS 161). Inoltre, come hanno riconosciuto i vescovi di tutti i continenti [l’attuale] “generazione non sta facendo abbastanza per lasciare un pianeta sano. Essere così miopi è commettere un’ingiustizia inaccettabile”.3 Siamo consapevoli che la crisi ecologica non è solo un’ingiustizia intergenerazionale, ma
anche un’ingiustizia intragenerazionale nei confronti delle persone povere e più vulnerabili.

Come ha scritto Papa Francesco, “Tanto l’esperienza comune della vita ordinaria quanto la ricerca cientifica dimostrano che gli effetti più gravi di tutte le aggressioni ambientali li subisce la gente più povera” (LS 48). Così accade che la crisi migratoria è strettamente correlata alla distruzione ambientale: “Molti di quanti possono a malapena permetterselo sono già costretti ad abbandonare le loro case e a migrare in altri luoghi, senza sapere come verranno accolti.”4

Il tempo stringe e molti leader non hanno ancora intrapreso con convinzione quelle trasformazioni necessarie per proteggere la nostra preziosa casa comune e tutti i suoi abitanti.

2. Un’autentica e urgente conversione ecologica.

Riconosciamo che la crisi ecologica è sintomo di una crisi più profonda nel cuore umano, che ci ricorda la chiamata profetica di San Giovanni Paolo II a “stimolare e sostenere la ‘conversione ecologica’ che ha reso l’umanità più sensibile nei confronti della catastrofe verso la quale si stava incamminando.”5 Preghiamo che questo pellegrinaggio a Panama diventi un’importante pietra miliare nella conversione ecologica di tutti i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, poiché, per noi cristiani, “Vivere la vocazione di
essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana” (LS 217).

Consapevoli della nostra parte di responsabilità nell’attuale crisi ecologica, sentiamo un profondo bisogno di pentimento. Secondo le parole di Papa Francesco, “una sana relazione con il creato è una dimensione della conversione integrale della persona, che comporta il riconoscimento dei nostri errori, peccati, vizi o negligenze e conduce al pentirsi di cuore, a cambiare dal di dentro” (LS 218). La Chiesa ha un ruolo fondamentale nel promuovere questa conversione ecologica al suo interno e in tutte le realtà sociali, economiche, politiche, istituzionali. Siamo incoraggiati dal modo in cui la Laudato Si’ è fonte di un’efficace opera per sollecitare tutti a prendersi cura del Creato, con innumerevoli iniziative in tutto il mondo che stanno guidando l’azione di trasformazione per un’ecologia integrale. Ma l’urgenza è tale che deve essere fatto molto di più da tutti e con maggiore immediatezza.

3. Il ruolo dei giovani cattolici.

Come hanno riconosciuto i Padri sinodali, tra i giovani “c’è una forte e diffusa sensibilità per i temi ecologici e della sostenibilità, che l’enciclica Laudato Si’ ha saputo catalizzare”6.

In modo particolare, questa sensibilità si traduce in un appello a tutte le classi dirigenti ad agire, perché “I giovani esigono da noi un cambiamento “(LS 13). Infatti, c’è un vivace movimento di giovani che sta crescendo in tutto il mondo e chiede con forza alla generazione al potere di prendere sul serio il cambiamento climatico e la crisi ecologica.

Giovani attivisti stanno intraprendendo azioni senza precedenti, che vanno dal “climate strike” degli studenti alle azioni legali contro i governi per non aver fatto abbastanza per contrastare il cambiamento climatico.

In questo contesto, anche noi giovani cattolici ci stiamo facendo avanti come mai verificatosi prima. Prendiamo sul serio l’appello della Laudato Si’ che invita a prendere “decisioni drastiche per invertire la tendenza al riscaldamento globale ” (LS 175) e uniamo la nostra voce a quella profetica di tanti altri giovani impegnati per l’ambiente. Come ben espresso dai Padri sinodali, “I giovani desiderano mettere a frutto i propri talenti, competenze e creatività e sono disponibili ad assumersi responsabilità”, facendo tesoro dell’esperienza degli anziani e della ricca tradizione culturale e spirituale della nostra Chiesa.

4. I nostri impegni.

Siamo consapevoli che noi, giovani cattolici, non stiamo facendo abbastanza.
Nonostante gli impegni assunti nelle precedenti conferenze sulla salvaguardia del creato, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù 2013 e 2016, non ci stiamo ancora mobilitando abbastanza per la nostra casa comune. Concretamente:

I. Ci impegniamo a vivere la Laudato Si’ nella concretezza della nostra esistenza quotidiana, sviluppando una “spiritualità ecologica” (LS 216) e adottando stili di vita sostenibili. Il cambiamento è possibile anche tramite piccole azioni quotidiane come “evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via” (LS 211).

II. Ci impegniamo a studiare e comprendere meglio la questione ecologica, con l’obiettivo di promuovere e attuare quei cambiamenti che sono necessari a tutti i livelli: nelle nostre famiglie, scuole, università, ambienti di lavoro, circoli sportivi, attraverso i media e la cultura, ecc..

III. Ci impegniamo a sollecitare con coraggio i Vescovi ed i responsabili della Chiesa a prendere maggiormente sul serio la crisi ecologica. Guidati dall’appello di Papa Francesco per noi giovani cattolici ad essere provocatori, fare “lío” (che in spagnolo significa “fare chiasso” e “mobilitarsi”), saremo dei disturbatori scomodi” ma creativi e positivi nelle nostre diocesi, parrocchie e comunità, per aiutare la Chiesa a uscire dall’indifferenza e da posizioni di comodo.

IV. Ci impegniamo a sostenere la Chiesa offrendo il nostro tempo e i nostri talenti per animare le nostre comunità ad avere una migliore cura del creato; a collaborare, anche ad un livello più ampio, per interpellare in modo profetico e spingere all’azione i leader politici, dato che la Chiesa “deve affermare questa responsabilità nella sfera pubblica [per] proteggere l’uomo contro la distruzione di se stesso” (Caritas in veritate, 51).

V. Ci impegniamo ad essere solidali e a collaborare, senza perdere la nostra identità e visione integrale dei problemi, con tutti coloro che, come il movimento ambientalista e altre realtà, stanno operando per difendere e custodire la nostra casa comune. Per cambiare veramente, sarà importante operare assieme. L’unione fa la forza. È questo lo spirito con cui è nata la “Generazione Laudato Si”, una nuova rete di giovani cattolici per coordinare gli sforzi, imparare gli uni dagli altri e massimizzare il contributo di tutti7.

5. Le nostre richieste.

Chiediamo ai Vescovi e ai responsabili della Chiesa di accelerare l’attuazione della Laudato Si’:

I. Incoraggiando la conversione ecologica in corso attraverso programmi educativi e di formazione a tutti i livelli, accompagnati da iniziative speciali per coltivare la dimensione ecologica della nostra fede, anche attraverso la celebrazione annuale del Tempo del Creato8. Occorre quindi superare un interesse spesso marginale ed episodico per passare ad un impegno sistematico e organico.

II. Promuovendo una conversione degli stili di vita indirizzata alla semplicità e alla sostenibilità, attraverso l’impegno a passare nelle strutture ecclesiali al 100% di energia rinnovabile e raggiungere l’obiettivo di emissioni nette di carbonio pari a zero entro il 2030 o prima.

III. Adottando linee guida sugli investimenti etici che allontanino i capitali dai combustibili fossili (“divestment”), considerato che, se si svuole rispettare il limite dell’accordo di Parigi, dobbiamo “mantenere nel sottosuolo la maggior parte del carburante fossile”9; come indicato nel documento finale del Sinodo sui Giovani (153).

IV. Assumendo le indicazioni del Sinodo sui giovani e i lavori di preparazione del prossimo Sinodo sull’Amazzonia, occorre sostenere i giovani nella realizzazione di programmi di cura della casa comune e, in particolare, di favorire progetti di difesa di quel “polmone del pianeta” (LS 38) che è la foresta amazzonica con i suoi abitanti indigeni.

Chiediamo inoltre ai leader politici e alle istituzioni competenti di affrontare con decisione e in modo urgente le principali questioni evidenziate anche dagli scienziati:

I. Puntando al raggiungimento del 100% di energia rinnovabile, per “porre fine all’era dei combustibili fossili”10 in linea con l’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C;

II. Attuando il Global Compact in ordine alle migrazioni, per affrontare il tema dei rifugiati ambientali affinché “nessuno sia lasciato indietro”;

III. Adoperandosi per proteggere almeno il 30% degli ecosistemi del pianeta entro il 2030, con attenzione speciale alle comunità indigene che vivono in queste regioni ad elevata biodiversità, in applicazione della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica;

IV. Impegnandosi attivamente per un accesso universale ed equo all’acqua potabile entro il 2030, come previsto dall’obiettivo 6 degli SDGs (Sustainable Develompment Goals dell’Agenda 2030 ONU;

V. Adottando un modello di economia ‘circolare’, per superare il “mito moderno del progresso materiale illimitato” (LS 78) e il paradigma della “crescita illimitata” (LS 106).

Invitiamo tutti i giovani del mondo ad unirsi, oltre le differenze, per prenderci cura della casa comune.


Che San Francesco e i Santi Patroni della GMG 2019, ci benedicano e ci guidino in questo affascinante impegno.

1 CELAM, Lettera pastorale “Discepoli missionari custodi della casa comune – Discernimento alla luce
dell’enciclica Laudato Si’”.
2 “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”: Documento Preparatorio del Sinodo dei
Vescovi per l’Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica, 08.06.2018.
3 Dichiarazione congiunta delle conferenze episcopali sulla giustizia climatica, Ottobre 2018: http://bit.ly/bishops-
statement.
4 Papa Francesco, Discorso del 9 Giugno 2018.
5 San Giovanni Paolo II, Catechesi, 17 Gennaio 2001.
6 Documento Finale del Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, 46.
7 La "Laudato Si Generation" è una rete di giovani cattolici (tra cui reti come il Movimento Internazionale di Studenti Cattolici, Gioventù studentesca cattolica internazionale, Rete dei giovani cattolici per la sostenibilità ambientale in Africa, Don Bosco Green Alliance, Iniziative per i giovani della Caritas etc., coordinata dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima ) che sarà lanciata ufficialmente sul palco principale della GMG il 25 gennaio 2019.
8 Il Tempo del Creato, promosso dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale (http://bit.ly/letter-soc), si svolge ogni anno tra il 1° settembre, Giornata Mondiale di Preghiera per il Creato, ed il 4 ottobre, Festa di S. Francesco d'Assisi. Per maggiori informazioni: www.seasonofcreation.org
9 Papa Francesco, Discorso ai dirigenti delle principali imprese del settore dell'energia, 9 giugno 2018.
10 Appello dei vescovi continentali ai negoziatori della Conferenza COP 21, Ottobre 2015.

“Cosa ha fatto di straordinario?” Pironio: amico di Dio, amico dei giovani

Alla notizia del riconoscimento delle virtù eroiche del card. Eduardo Pironio, una persona, conoscendo la collaborazione e l’amicizia che avevo con lui, mi ha chiesto: ha fatto qualcosa di straordinario? Non saprei come rispondere perché ciò che è straordinario in Pironio è proprio che ha fatto l’ordinario in modo straordinario. Direi che è un “santo della porta accanto”, come Papa Francesco definisce quei santi che sono vicini a noi e che, senza fare nulla di straordinario, ci portano a Dio perché lo respirano.

Direi che il cardinale Pironio era un amico di Dio e, di conseguenza, un amico di tutti. Il suo testamento spirituale, di grande profondità, lo testimonia.

Di tutto quello che ho potuto condividere con lui, vorrei ricordare due cose: la misericordia vivente e la chiamata alla santità.

In un’occasione l’ho sentito esprimere il suo desiderio: che ogni sacerdote, attraverso il sacramento del perdono, sia uno specchio della misericordia del Padre. Il Card. Pironio l’ha vissuto ed è stato veramente immagine del volto misericordioso del Padre. Stando con lui, ho capito che ciò gli  era possibile grazie alla sua capacità di soffrire, di vivere la compassione nel silenzio contemplativo e nell’azione. Per Pironio, vivere la croce è stato un privilegio, come esprime nel suo testamento spirituale:

Magnificat! Ringrazio il Signore per il privilegio della sua croce. Sono molto felice di aver sofferto così tanto. Mi fa solo male non aver sofferto bene e non aver sempre assaporato la mia croce in silenzio. Spero che, almeno ora, la mia croce cominci ad essere luminosa e fruttuosa.

Pironio ha sofferto per sé e per gli altri; ha saputo portare la sua croce e seguire il Signore, ma per lui quella croce aveva sempre un aggettivo che le dava significato: croce di Pasqua. Per Pironio questo indica il modo di accogliere la croce di chi si sente profondamente amato dal Padre e sperimenta la misericordia. Pironio era innamorato del mistero pasquale. Per questo possiamo ricordarlo come un profeta di speranza. Nel suo testamento spirituale dirà che la croce è stata un dono per lui e credo che questo possa essere detto solo da chi ama molto e si sente profondamente amato da Dio.

Vorrei anche ricordare la sua passione per la santità. Alla GMG di Santiago de Compostela (1989), Papa Giovanni Paolo II disse ai giovani: Non abbiate paura di essere santi! Pironio, con il suo cuore giovane, raccolse questo grido e nel suo ultimo incontro con i giovani a Loreto nel settembre 1995, dopo aver ascoltato attentamente le preoccupazioni dei giovani per tanti anni, rispose al Papa con alcune parole indimenticabili, segno profetico della sua vita: “Questi giovani non hanno paura della fatica, della sofferenza, della croce. Hanno paura della mediocrità, dell’indifferenza, del peccato”.

Carmen Aparicio Valls

Presidente

Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù

WYD Magazine: un omaggio a Giovanni Paolo II

Si tratta di un numero straordinario della rivista che rende omaggio a Giovanni Paolo II facendo memoria delle sue Giornate Mondiali della Gioventù. Una vicenda che copre vent’anni di storia – dal 1984 al 2004 – che la Fondazione ha accompagnato e sostenuto allora, così come continua a accompagnare e sostenere oggi.

La rivista, realizzata con la collaborazione e le testimonianze di alcuni Responsabili della pastorale giovanile di diversi Paesi, desidera rendere conto delle intuizioni di san Giovanni Paolo II in materia di pastorale dei giovani e delle opportunità di incontro e di esperienza di fede realizzate attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù.

Siamo stati testimoni di tanti giovani usciti rinnovati da questa esperienza. La GMG è stata occasione di incontro per tanti giovani, ma anche tra loro e i loro Pastori e, soprattutto, con il Papa. Sono state inoltre l’occasione per i Vescovi di incontrare i giovani e ascoltare le loro preoccupazioni, problemi, desideri. Le Giornate per molti sono state la possibilità di un incontro più sincero e profondo con Cristo, un’opportunità per rinnovare la fede e per sentirsi un membro attivo della Chiesa; qualcuno ha scoperto la propria vocazione a una consacrazione speciale, sono nate famiglie.

In sintesi e utilizzando molte immagini la rivista, da oggi disponibile on line su questo sito, racconta tutto questo.

25° anniversario dell’Incontro europeo dei giovani EurHope 95

Venticinque anni fa (9-10 settembre 1995) si è tenuto a Loreto l’Incontro europeo dei Giovani, EurHope 95. La motivazione che ha ispirato tale incontro era un appello per la pace nei Balcani. All’epoca lavoravo nella Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici, che si occupava dell’organizzazione dell’evento e quindi ne ero molto coinvolta. Ricordo molte cose di quell’incontro, ma ne indicherò tre che mi sono rimaste particolarmente impresse.

In primo luogo le parole del Cardinale Eduardo Pironio che salutando il Papa al termine della Messa ha affermato: “Santo Padre, questi giovani non hanno paura della santità, hanno paura della mediocrità e del peccato”. Si trattava di un vero e proprio programma di vita che esprimeva la forza di ciò che si esperiva.

Durante la veglia del sabato sera, il collegamento con Sarajevo è stato l’evento più atteso. Il secondo ricordo è connesso a tale collegamento: l’immagine della giovane donna di Sarajevo che piangeva e rideva allo stesso tempo. Il dolore e la speranza che viene da Dio si fanno strada, insieme.

L’ultimo ricordo è un gesto di grande umanità di Giovanni Paolo II. Pur camminando già a fatica, non ha esitato ad avvicinarsi a un gruppo di giovani polacchi che avevano avuto un incidente durante il viaggio verso Loreto.

Il ricordo più forte: i giovani delle diverse aree dei Balcani hanno potuto sedersi insieme, pregare insieme per la pace, hanno potuto scambiarsi gesti di pace e impegnarsi, insieme, a fare tutto il possibile per realizzarla.

Carmen Aparicio, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù.

Il testimone della generosità

La consueta Messa del sabato sera presso il Centro internazionale giovanile San Lorenzo, lo scorso 28 settembre, è stata occasione per un momento molto speciale: il ringraziamento per l’operato di Marcello Bedeschi e del suo team per i quasi trent’anni di servizio come presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù e l’avvio del lavoro del nuovo Consiglio di amministrazione e della nuova presidente, Carmen Aparicio Valls.

Nell’omelia della messa, il segretario del nostro Dicastero, p. Alexandre Awi Mello, si è soffermato a lungo sul tema della generosità, quella con cui, ha detto, “Marcello e i suoi collaboratori hanno guidato la Fondazione sin dall’inizio, 30 anni fa, su richiesta di San Giovanni Paolo II. Tramite il vostro servizio alla GMG – ha proseguito –, vi siete occupati specialmente dei giovani ‘Lazzari’ che hanno avuto bisogno di un ‘Padre Abramo’ che li accogliesse ‘nel suo seno’ e li aiutasse a scoprire la gioia di sentirsi amati e accolti nel cuore di Dio, la gioia di pregustare la vita eterna a loro promessa”. La stessa generosità, ha proseguito, “caratterizza l’impegno assunto dal nuovo Consiglio, che dà continuità a questo prezioso servizio ai giovani di tutto il mondo”.

Scopo della Fondazione è promuovere l’evangelizzazione dei giovani e sostenere la pastorale giovanile in tutto il mondo, collaborando con l’Ufficio giovani del nostro Dicastero in particolare per la realizzazione delle Giornate Mondiali della Gioventù: dal 1991 la Fondazione, nata per volontà di papa Giovanni Paolo II come “Fondazione Gioventù Chiesa Speranza” ha espletato questo compito soprattutto attraverso l’impegno e la generosità disinteressata di Marcello Bedeschi e di chi ha lavorato con lui, come ha ricordato p. João Chagas, responsabile dell’Ufficio giovani, in un breve ma intenso momento di ringraziamento.

Toccherà ora al nuovo CdA raccogliere il testimone e proseguire questo importante servizio con lo stesso spirito.

Passaggio di consegne alla Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù

Un significativo incontro è avvenuto il 17 settembre scorso nell’Aula Magna del Dicastero: Marcello Bedeschi, presidente fin dalla sua costituzione della Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù – nata nel 1991 come “Fondazione Gioventù Chiesa Speranza” – si è congedato e ha salutato il nuovo Consiglio di Amministrazione – nominato a giugno dal Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, il Card. Kevin Farrell – e la nuova presidente, Carmen Aparicio Valls, impegnati nella loro prima riunione.

La Fondazione è nata per sostenere le attività del Dicastero che riguardano i giovani, al fine di “concorrere alla messa in pratica dell’insegnamento del magistero della Chiesa cattolica in ordine alla priorità della pastorale giovanile particolarmente manifestata nelle Giornate Mondiali della Gioventù” e di “promuovere l’evangelizzazione dei giovani e sostenere la pastorale giovanile in tutto il mondo” (Statuto, artt. 1, 2.1).

Marcello Bedeschi, che ha partecipato a tutte le Giornate Mondiali della Gioventù, da Buenos Aires (1987) a Panama (2019), conclude così un appassionato servizio che lo ha portato a essere un referente a livello mondiale nell’ambito dell’organizzazione delle Gmg.

Carmen Aparicio Valls, docente presso la Pontificia Università Gregoriana, ha lavorato per un decennio, negli anni ’90, nella Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici e conosce bene il complesso meccanismo di coordinamento delle Gmg.

Il prossimo appuntamento per il nuovo Consiglio di Amministrazione e per tutti gli amici delle Gmg è fissato per sabato 28 settembre, alle 19, presso il Centro internazionale giovanile San Lorenzo per una Santa Messa di ringraziamento.

Madrid, Spagna (2011)

Data: 16 – 21 agosto 2011

Pontefice: Benedetto XVI

Tema: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr. Col 2,7).

Inno: Firmes en la Fe (Saldi nella Fede)

Gesù non è un bene solo per noi stessi. Nel messaggio si sottolinea quanto, in alcune culture, pur avendo condiviso i valori del vangelo, emerga un’eclissi di Dio, una negazione della fede ricevuta, una strada che porta alla perdita della propria identità. L’esperienza insegna che il mondo senza Dio diventa un “inferno”: prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza”. Essere radicati, fondati e saldi nella fede sono quindi le tre coordinate che Papa Ratzinger indicò ai giovani, affinché possano ritrovarsi ad aprire e coltivare un dialogo personale con Gesù. L’invito del Papa: vivere e testimoniare la fede giorno per giorno, per “(…) far ritrovare ad altri giovani come voi il senso e la gioia della vita, che nasce dall’incontro con Cristo!”.

Tutti gli interventi del Santo Padre: https://www.vatican.va/gmg/documents/gmg_2011_it.html

Sintesi rielaborata sulla base della scheda pubblicata da frontierarieti.com, organo della Diocesi di Rieti.

Sydney, Australia (2008)

Data:  15 – 20 luglio 2008

Pontefice: Benedetto XVI

Tema: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni» (At 1,8)

Inno: Receive the Power (Ricevi la Forza)

Il messaggio del Pontefice risultò fortemente evocativo della relazione tra lo Spirito Santo e il credente, segnata dalla testimonianza personale alla verità. Papa Ratzinger chiese espressamente ai giovani di essere “Profeti di una nuova era”, coscienti della continua e attiva presenza nella vita della Chiesa della Terza Persona della Trinità, invitandoli a misurare la qualità della loro fede nello Spirito Santo, richiamando la loro attenzione sull’evento di Pentecoste, sul “Consolatore” promesso da Gesù prima della sua morte in croce. Due le note più significative riferite allo Spirito Santo presentate nel messaggio per la XXIII GMG: Egli è sia Principio di comunione che Rivelatore di verità. Il primo si realizza nella preghiera comune, la chiave di volta per vivere una comunità con “un cuore e un’anima sola”, il secondo chiama il grande san Agostino, il Vescovo d’Ippona, in quanto si riferisce al Signore come il “Maestro interiore”, Egli solo apre alla fede, permettendo all’uomo di viverla ogni giorno in pienezza, spingendolo verso gli altri, accendendo in lui il fuoco dell’amore, rendendolo missionario della carità di Dio. Un cammino che nasce e si fortifica per tramite dei tre importanti sacramenti dell’iniziazione cristiana: Battesimo, Confermazione e Eucarestia.

Tutti gli interventi del Santo Padre: https://www.vatican.va/gmg/documents/gmg_2008_it.html

Sintesi rielaborata sulla base della scheda pubblicata da frontierarieti.com, organo della Diocesi di Rieti.